Donald contro Bruce
La piu' gentile invettiva che ha lanciato contro Bruce Springsteen e' stata quella di invitare veementemente di boicottare il tour che l'artista sta facendo negli Stati Uniti D'America , Paese di cui dovrebbe esere presidente. Con una popolarita' scesa al 33% - e' stato eletto col 78% - sbugiardato col ditino puntato e il cappellino in testa - attorniato da una cote dei miracoli inquietante, preso ogni giorno a calci, pugni e schiaffoni dal papa italoamericano, invischiato un guerre che si fanno sempre piu' minacciose e pericolose, contestato duramente ovunque, Donald Trump, il primo dei Re Nudi, comincia a vedere diradarsi i suoi servi piu' fedeli, proni e viscidi. A novembre, se non sbaglio, si votera' e allora si capira' meglio. Certo e' che The land of hope and dreams, scritta e cantata da Bruce Springsteen, vuole rimanere la terra della speranza e dei sogni Sul treno di cui si parla nella canzone ci vogliono, come nei decenni passati, salire in tanti, e salirci portandoci anche le famiglie. La prima volta che la canto' ero present e piansi tantissimo. Amare lacrime perche' il Paese che amavo sin da bambino, e avevo studiato alacremente all'universita' di Roma, nonostante avessi vinto per due anni consecutivi la prestigiosa borsa di studio Fullbright Scholarship, mi nego' il visto per entrare negli Stati Uniti d'America. Perche' anarchico. Pericoloso. Sovversivo. Divieto che e' durato 18 anni. Una tragedia e una vergogna. E che solo Bill Clinton tolse. Ora no. Su quel treno - sin da piccolo ho amato molto viaggiare in treno, un mondo in movimento, Genova - Roma - Genova - avrei davvero voluto viaggiarci anche io. Cosi', folgorato dal ritmo e dal testo, dopo il concerto - 4/5 ore? - gli chiesi - era zuppo di sudore come sempre dopo un concerto - come avesse fatto a scriverlo, quanto tempo ci aveva impiegato. "Paolo, poco. Sapevo che oggi dovevamo suonate, volevo dare ai miei fans qualcosa di nuovo...Stamattina l'abbiamo provata...". Mi permisi di dirgli - parlo di anni e ani fa - che doveva fare il presidente ma scoppio' in una fragorosa risata, la stessa che congtagio i componenti della E Street Band che chiamo' accanto a se. "Paolo mi vuole presidente" e giu' a ridere a crepapelle. Adesso come la mettiamo? Mai ridere di chi ti vuole immenso bene. BRUCE FOR PRESIDENT.
Sara' una risata che li seppellira'.