Che sciopero
Quando ci vuole ci vuole. Giornali in sciopero. Per un giorno senza informazione. Bravi. Cosi' si fa. No? Si infastidisce il governo fascista? Quello che manda a perquisire SENZA MANDATO la stanza d'albergo dell'eurodeputata Ilaria Salis, Incarcerata e incatenata in Ungheria perche' aveva picchiato un fascista? Non si deve disturbare il primo ministro donna perche' nervosa per aver doveto cacciar via tanti camerati? Non basta la massiiccia mistificazione e solidarieta' dei suoi giornali? Grazie a Vittorio Roidi e Andrea Garibaldi, due miei ex colleghi dalla schiena d'acciaio, e il sito che Roidi ha fondato e Garibaldi dirige Professione Reporter Salviamo Il Giornalismo - si sa chi oggi non ha scioperato - e il diritto allo sciopero e' sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza - e ha strenuamente difeso questa classe politica inqualificabile. Il Secolo D'Italia - direttore editoriale Italo Bocchino, preveggente biografo del primo ministro italiano donna - Libero, La Verita', Il Giornale. Vale a dire il governo. Di destra. Poi il Foglio, Il Riformista, i quotidiani economici Italia Oggi e Milano Finanza. Infine La Gazzetta Dello Sport, diretta dal mio ex collega Stefano Barigelli - testaccino d.o.c. - Il Romanista (!!!!!!!!!!), L'Identita', L'Edicola e La Discussione. Cosa dire di piu'? Bisogna salvare anche questi?
Sara' una risata che li seppellira'.
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