Gino Paolipropro no
Nella giornata di ieri e' morto a Genova Gino Paoli. Aveva 91 anni. Su di lui si e' scritto detto di tutto - anche che si masturbava prima di tenere un concerto il che non aggiunge assolutamente nulla alla sua statura ma cancella definivamente il nome di chi ha scritto questa gigantesca castroneria - e di piu', tutti si sono rivelati amici, estimatori, sodali del cantante e paroliere. Io no, proprio no. Io ero, sono e saro' sempre un suo fanatico sin da quando si presento' al festival di Sanremo - era il 1964 e canto' Ieri ho incontrato tua madre, belissima, tristissima canzone d'amore - e, sedicenne, capii che era diverso. Un'uomo diverso. E lo e' stato. Pantaloni neri, golf a collo alto nero - da allora chi poteva (io no) andava a comprarsi un "golf alla Paoli" - e scarpe nere e spalle al pubblico. Olltre a grossi occhiali neri. Rivoluzione Come, forse, avrebbe voluto suo nonno - ne portava il nome - fiero anarchico. Non era nato a Genova ma a Monfalcone ma la famiglia si trasferi' nel capoluogo ligure perche' il padre era ingegnere navale.Da li' nacque l'amore della sua - e mia- vita. Genova. Quando, anni dopo, ci conoscemmo a Sanremo - io per il giornale per il quale lavoravo seguivo principalmente la musica straniera - mi disse, quasi biascicando, "alora sei ligure d'adosione come me" e io, spolverando la mia lingua genovese, sorridendo gli risposi "eh sci, belan". Abbracci e sorrisi. Ma chissa' quante grosse risate - no, lui ghignava e poi esplodeva - si sara' fatto e si fara' peer le balle che sta leggendo su di lui. E' stato molto bello quello che ha detto la figlia Amanda, avuta da Stefania Sandrelli, che ha fatto sapere che per tutta la vita e' stata felice diessernata da un'atto d'amore. Cosa si puo' dire di un signore che, seduto al pianoforte in una stanza della sua casa discografica a Milano, dalla porta vede sbucare la testa di una bellissima, giovanissima Ornella Vanoni che gli chiede a bruciapelo "mi scrivi una canzone?" e lui, dopo pochi minuti, le porse Che cosa c'e'? E poi anche Senza fine? Quanti milioni e milioni di italiani hanno ballato, cantato, fatto all'amore, sognato sentendo quei pezzi? Arrangiati magistralmente da un giovane arrangiatore e trombettista romano, Ennio Morricone? Il titolo di poeta non gli si attagliava, lui era un Uomo. Un'uomo di sinistra - era stato anche deputato del Partito Comunista Italiano - che amava profondamente Genova, le sue donne, i suoi figli, la Musica. E,perche' no, anche il pesto. U peistu. Il mio amico e collega Marco Molendini nel superbo pezzo scritto per Dagospia ha chiesto scusa a Paolli perche' ne doveva scrivere. Eh, si, Paoli bisogna ricordarla, non faccia come il suo amico Fabrizio De Andre', non mi dica che sono "belinate", stupidaggini. Quando muore una persona come lei bisogna prostrarsi. Ec stare zitti, "belin". Lo so, ora il quartetto dei 4 amici al bar si e' completato - lei, Fabrizio De Andre' - genoano come lei, Luigi Tenco e Bruno Lauzi - si e' ricomposto e credo proprio che i sogni di quei ragazzi si siano avverati e abbiano fatto cantare e sognare l'Italia. A Boccadasse, a Zeina nostra, forse, a crogiolarsi al sole, ritrovera' la gatta Ciotola che le ispiro' La gatta - la sua prima canzone, l suo primo successo - e la spiaggia sassosa che le fece scrivere Sassi.H a ragione, ha lasciato - lo disse lei, "un mondo di merda".Mentre scrivo ho davanti la foto con l'autografo che diede al mio collega Fabrizio Zampa, Grazie ancora. Un'ultimissima cosa: se per caso a Genova uno passa per Boccadasse un fiore in mare - lo puo' gettare. Ah, si ricordi che il nostro amore per lei e'...Senza fine.
Sara' una risata che li seppellira'.
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